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Storia di Prato

La storia della nostra città in dieci capitoli, dall'VIII secolo alle elezioni del 24-25 maggio 2026. È un primo tentativo civico — sicuramente contiene imprecisioni: ogni segnalazione è benvenuta.

Castello dell'Imperatore di Prato

Castello dell'Imperatore, simbolo della Prato comunale e federiciana

Dieci capitoli

Ogni capitolo copre un'epoca con le date, i nomi, gli eventi che hanno reso Prato la città che è oggi.

  1. Cattedrale di Santo Stefano a Prato

    Cap. 1 · V-X secolo · 500-1100

    Le origini — dal Borgo al Cornio a Prato

    Dove nasce Prato. Le tracce etrusche di Gonfienti, il Borgo al Cornio dei longobardi, la Pieve di Santo Stefano del VI secolo, i Conti Alberti e il "castellum prati" del 1027.

  2. Porta Pistoiese a Prato

    Cap. 2 · XI-XIV secolo · 1140-1351

    Il libero Comune — i secoli aurei

    Per oltre due secoli Prato è stata una repubblica libera. I suoi consoli, le sue mura, le sue otto porte, la sua Arte della Lana. È in questi anni che la città che oggi attraversiamo ha preso forma.

  3. Palazzo Datini a Prato

    Cap. 3 · Trecento · 1335-1410

    Francesco Datini, il mercante di Prato

    Cinquant'anni della vita di Francesco di Marco Datini, l'orfano di peste che è diventato uno dei più grandi banchieri d'Europa — e che alla morte ha lasciato tutto al Ceppo dei Poveri e all'Ospedale di Santa Maria Nuova.

  4. Tempio di Santa Maria delle Carceri a Prato

    Cap. 4 · 1351-1737 · 1351-1737

    Sotto Firenze — dalla vendita al granducato mediceo

    Quasi quattro secoli di subordinazione. Il mecenatismo quattrocentesco di Lippi e Donatello, il trauma del Sacco del 1512, le leggi medicee contro il lanificio, e finalmente il titolo di "Città" nel 1653.

  5. Palazzo Pretorio a Prato

    Cap. 5 · 1737-1860 · 1737-1860

    Lorena e Risorgimento — la prima industria

    Dalla morte di Gian Gastone alle riforme leopoldine. Giovan Battista Mazzoni inventa la tessitura meccanica negli anni venti dell'Ottocento, e attorno al 1850 nasce la carbonizzazione — il processo che farà di Prato la capitale mondiale del riciclo tessile.

  6. Lanificio Calamai a Prato

    Cap. 6 · post-unitario · 1860-1900

    Il distretto post-unitario — la Manchester d'Italia

    Quarant'anni che hanno disegnato Prato moderna. La ferrovia, i grandi lanifici (Calamai, Bellandi, Magnolfi, Pecci, il Fabbricone), gli scioperi operai, la prima cooperazione, l'invenzione del distretto industriale italiano.

  7. Museo della Deportazione e Resistenza a Figline di Prato

    Cap. 7 · 1900-1945 · 1900-1945

    Il Novecento — guerre, fascismo, Resistenza

    Le crisi 1907-1908, la Grande Guerra, il fascismo e l'autarchia, e la Resistenza pratese — la battaglia di Valibona del 3 gennaio 1944, l'eccidio di Figline del 6 settembre 1944, le deportazioni a Mauthausen ed Ebensee dopo lo sciopero del marzo 1944.

  8. Ex-Cimatoria Campolmi a Prato, oggi Museo del Tessuto

    Cap. 8 · dopoguerra · 1945-1990

    Il boom tessile e il modello Becattini

    Quasi mezzo secolo di "miracolo pratese". Da 22.000 a 60.000 addetti tessili. La nascita del Macrolotto, la teoria del "distretto industriale" di Giacomo Becattini, la lana rigenerata che veste il mondo, e i cenciaioli — la figura simbolo di questa Prato.

  9. Il distretto tessile pratese in trasformazione

    Cap. 9 · 1990-2015 · 1990-2015

    La Prato cinese — Wenzhou, pronto moda, Macrolotto

    Negli ultimi decenni del Novecento arriva a Prato una comunità cinese che ridisegna il distretto. Oggi sono circa il 12% dei residenti — la concentrazione più alta d'Italia. L'incendio del 1° dicembre 2013 è la data simbolo di una convivenza ancora da scrivere.

  10. Centro Pecci a Prato

    Cap. 10 · oggi · 2008-2026

    Prato contemporanea — dalla crisi al voto del 2026

    La crisi 2008-2012, i dieci anni Biffoni, la riapertura del Centro Pecci, l'economia circolare e il marchio europeo del cardato riciclato. E il voto del 24-25 maggio 2026 — il presente che stiamo vivendo mentre questa storia viene scritta.

Edizione completa in PDF

Tutti i dieci capitoli, le illustrazioni e la sezione fonti in un unico file di 43 pagine — pensato per essere letto offline, condiviso, conservato.

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